Black campione, Cacucciolo: “Vincere qui è diverso. Le reti agli Ingiocabili decisive. Non ho mai mollato”
Dalla “Cacucciolata” contro gli Ingiocabili ai quattro mesi di stop: “Questa gioia mi ripaga di tutto”
C’è anche la firma di Vincenzo Cacucciolo sul titolo del Black Jack. Una stagione vissuta tra entusiasmo e sofferenza, iniziata quasi per caso e chiusa con un titolo – il terzo personale in carriera – che per lui vale doppio.
Tutto parte dalla prima giornata contro gli Ingiocabili. Pur essendo in lista, doveva solo assistere alla gara. Poi l’infortunio di Vito Colella cambia i piani. Maglia prestata, ingresso a gara in corso e doppietta da centravanti vero che riapre una partita sotto di quattro reti.
«Quel punto è valso la vittoria del campionato – scherza Cacucciolo – non dovevo nemmeno giocare, ero stato convocato da mister Cozzoli per l’altro torneo del giorno dopo. Ho messo le robe di Vito e sono entrato. Per fortuna è andata bene».
Da lì nasce la “Cacucciolata”, come l’hanno ribattezzata i compagni.
L’arrivo un anno fa, la prima rete in biancorosso contro il TMC, la crescita, poi lo stop contro il Macedonia: quattro mesi fuori, intervento a Faenza il 5 dicembre: «Sono state settimane difficili, vedi tutto nero. Ho sofferto nel guardare i miei compagni giocare, sono stato in silenzio, ma non ho mai mollato. Questa gioia mi ripaga degli sforzi e delle sofferenze. Dire di essere entusiasta è poco».
Durante l’infortunio è rimasto vicino alla squadra, dando una mano anche allo staff e a mister Saverio Traversa. «Volevo sentirmi parte del percorso. Qui non c’è solo amatorialità, c’è organizzazione vera. Non è stato un incarico simbolico: mi ha fatto scoprire doti che pensavo di non avere. Ho aiutato Saverio e ci ho preso gusto».
Fondamentale il sostegno dello spogliatoio. «Quando mi hanno regalato la maglia con la scritta “Cacu, la tua spalla siamo noi” mi sono sentito meno solo, anche se quel giorno ero spaesato. I miei compagni hanno dimostrato cosa significa essere squadra con i fatti».
Sul campionato è chiaro: «Forse lo avremmo vinto anche prima, ma così è più bello. Vincere al Black è diverso. Senti qualcosa di speciale, di unico. Ora dobbiamo cercare di prenderci tutto».

