Il Black a un bivio: una stagione da riprendere in mano
Dallo scudetto sfumato in 25 minuti alle scelte forti della società: il club non aspetta nessuno e andrà avanti solo con chi crede davvero nel progetto
La stagione del Black è entrata nel suo momento più delicato.
Un’annata che, per lunghi tratti, aveva assunto i contorni della perfezione, si è trasformata in un percorso fatto di domande, riflessioni e scelte obbligate. Il campionato è scivolato via lasciando una sensazione chiara: l’occasione per lo scudetto è stata reale, concreta, e si è persa in un momento preciso.
Lo scudetto perso in 25 minuti
C’è una partita che più di tutte racconta la stagione del Black.
È quella contro il Real Castelluccio. Una gara dominata, indirizzata, controllata. All’intervallo il punteggio dice 5-1, con i biancorossi padroni assoluti del campo e la sensazione di una squadra lanciata verso il titolo.
Poi, in 25 minuti, tutto cambia.
Gli uomini di Bolognini rientrano fino a pareggiare un passivo pesantissimo. Non è solo un risultato clamoroso: è un colpo emotivo che lascia il segno. In quei 25 minuti si incrina qualcosa in una macchina che fino a lì aveva funzionato alla perfezione. Non tanto nelle gambe, quanto nella testa.
È lì che il Black perde lo scudetto. Non aritmeticamente, ma mentalmente.
Dal dominio alla discontinuità
Dopo quel secondo tempo, il rendimento dei biancorossi cambia volto.
Non arriva il crollo, ma subentra una pericolosa intermittenza: partite giocate ad alto livello alternate a pause improvvise, cali di tensione, gare rimesse in discussione senza una reale necessità.
A complicare ulteriormente il percorso arriva un fattore esterno: l’interruzione del torneo.
Per esigenze organizzative e per il recupero delle partite, il campionato viene spezzato e si inizia a giocare ogni due settimane. Una scelta che incide pesantemente su una squadra che aveva costruito la propria forza su ritmo, continuità e adrenalina settimanale. Il Black perde fluidità, si raffredda, fatica a ritrovare quella tensione costante che lo aveva reso dominante.
Obiettivi dichiarati, nessun passo indietro
Nonostante tutto, la società non arretra.
Il presidente Monno è stato chiaro: secondo posto in campionato e almeno la finale di Champions. Obiettivi ambiziosi, ma coerenti con quanto espresso dalla squadra lungo l’arco della stagione.
Le due sconfitte raccontano due storie diverse.
Contro il Macedonia, la più brutta e meritata: gara sbagliata, atteggiamento insufficiente e la beffa dell’infortunio grave di Cacucciolo, costretto all’operazione per una lussazione.
Contro i Bears, invece, una sconfitta immeritata: partita generosa, ben interpretata, persa per errori individuali, con la sensazione di aver lasciato punti pesanti per strada.
Qualità tecnica, ma il tema ora è mentale
Dal punto di vista tecnico il Black ha dato risposte importanti.
L’attacco, guidato da Marchitelli, ha garantito peso offensivo, mentre la fase difensiva ha mostrato solidità nella maggior parte delle gare. La squadra sa stare in campo, sa competere, sa imporre il proprio gioco.
Ma ora il nodo non è più tattico. È mentale e identitario.
Linea dura: avanti solo con chi è davvero dentro
Ed è qui che il Black sceglie di tracciare una linea netta.
In questa fase della stagione non c’è spazio per chi sottovaluta il gruppo, per chi vive il progetto a intermittenza o per chi pensa di poter restare ai margini per poi ripresentarsi solo quando arrivano le gare che contano.
Il messaggio è chiaro e non ammette interpretazioni: chi non ha testa, voglia e continuità verrà messo da parte.
Non per punizione, ma per rispetto verso un gruppo che non può permettersi presenze a convenienza. Il Black non può e non deve aspettare nessuno, infortunati a parte.
Le risposte dal campo
La partita che meglio rappresenta il potenziale della squadra resta quella contro il Real Macid: una prova completa, fatta di punti, bel gioco e controllo, in cui il Black ha mostrato maturità e consapevolezza.
Più complicata la gara contro il Real 123, ultimo della classe, dove i biancorossi hanno faticato più del previsto prima di offrire una ripresa da squadra vera, capace di reagire alle difficoltà.
Tutto è ancora possibile. Ma ora serve una scelta
Gli obiettivi sono ancora lì. Raggiungibili, ma non scontati.
Il Black Jack ha qualità, struttura e ambizione. Ora deve ritrovare continuità emotiva, ritmo e soprattutto consapevolezza dei propri mezzi.
Il tempo delle attenuanti è finito.
Il bivio è davanti. E da qui in avanti ogni partita dirà se quei 25 minuti contro il Real Castelluccio sono stati solo una caduta o la scintilla per una nuova maturità.

