Black Project

Black, Lorusso promuove Strambella: “È maturato. Traversa mi ricorda me, Cozzoli come Longo”

L’allenatore ospite alla storica Pizzeria Carmelitani: elogi al Project per il campionato, alla squadra di Cozzoli per la semifinale e un paragone con il passato

07.03.2026 17:15

Serata di ricordi, calcio e orgoglio per il Black Jack. Nei giorni scorsi, nello storico ex quartier generale biancorosso della Pizzeria Carmelitani, si è ritrovata una parte della famiglia del club per una cena informale. Tra i presenti anche Mauro Lorusso, ex allenatore del Black nel 2009, che ha colto l’occasione per parlare del presente della squadra e ripercorrere alcuni momenti del passato: “Faccio i complimenti ai ragazzi. Il Project per il campionato vinto e la squadra di Cozzoli per il percorso che l’ha portata fino alla semifinale. Sono risultati importanti, frutto del lavoro e dell’impegno che questo gruppo mette ogni settimana”.

L’ex tecnico ha poi tracciato un curioso parallelismo tra alcune figure attuali del club e il passato:
“Saverio Traversa mi ricorda me ai miei tempi. Ha lo stesso temperamento, la stessa voglia di stare dentro la partita. Cozzoli invece mi dà l’idea di Moreno Longo: uno che lavora tanto, prepara le partite e tiene il gruppo unito”.

Lorusso ha voluto anche dedicare un pensiero speciale a Enrico Strambella, uno dei volti storici della squadra:
“Sono felice per Enrico. Quando lo allenavo era un ragazzino ribelle, uno che faceva la differenza ma che spesso si scontrava con quell’età complicata che è l’adolescenza. Oggi lo vedo maturo, cresciuto, e questo mi fa davvero piacere”.

Parole che raccontano bene lo spirito che, secondo Lorusso, continua a caratterizzare il Black:
“Chi gioca in questa squadra ha capito il vero spirito del club. Qui non si viene solo per giocare, ma per far parte di una famiglia. È sempre stato così e fa piacere vedere che questa identità sia rimasta intatta. Verrò a vedere qualche partita. Mi fa piacere seguire questi ragazzi”.

Infine uno sguardo all’evoluzione del calcio amatoriale rispetto ai suoi anni in panchina:
Rispetto ai miei tempi il calcio amatoriale si è evoluto molto. C’è più organizzazione e più intensità. Ma una cosa non cambia: per vincere bisogna lottare e sudare. E questi ragazzi hanno fatto proprio questo, meritandosi il campionato”.

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