Black Jack 2009

Cozzoli, il coraggio delle idee: una prima stagione da applausi

La stagione del tecnico del San Paolo ha dato identità al Black, portando la squadra fino alla semifinale con un gioco riconoscibile e la capacità di reagire nei momenti difficili. Obiettivo raggiunto e basi solide per il futuro

27.02.2026 10:22

La bandiera biancorossa ha scelto la strada del gioco. E la firma è quella di Alessandro Cozzoli, al suo primo anno da allenatore. Un percorso non privo di ostacoli, ma segnato da una precisa identità: il 2-3-1 come marchio di fabbrica e la volontà di proporre un calcio propositivo.

L’avventura comincia il 21 giugno 2025, pochi giorni dopo la sconfitta con il Real Moderno. Quel giorno Cozzoli parla chiaro: vuole “dare un gioco che divertisse”. Il modulo scelto,  il 2-3-1 – sulla carta appare ambizioso, persino spregiudicato. La prima uscita, l’amichevole contro l'Oldham, è un bagno di realtà: 9-0. Una sconfitta pesante, che però non scalfisce la convinzione del tecnico.

La risposta arriva in campionato. Il 24 settembre il Black travolge il Cedip 6-1 e inaugura una striscia di cinque vittorie consecutive. Un piccolo record, interrotto il 24 novembre nella sfida con il Macedonia, recupero della terza giornata. È una serata che segna un passaggio: la squadra segna tanto, ma quella battuta d’arresto mette a nudo alcune fragilità.

Emblematica la partita successiva con il Real Castelluccio: vantaggio per 5-1 grazie alle cinque reti di bomber Marchitelli, poi il ritorno della squadra di Bolognino in grande difficoltà per l'infortunio di Cassano tra i pali. Da quel momento il percorso diventa più accidentato. L’organizzazione del torneo prevede pause continue per il recupero delle gare e la squadra fatica a trovare ritmo.

Il 18 dicembre arriva la sfida con i Bears. I biancorossi giocano a viso aperto, convinti di poter lottare per il titolo. Ma una serie di errori difensivi consegna la vittoria alla squadra di Strambelli, che al termine si complimenta con gli avversari: una delle poche formazioni ad avergli creato reali difficoltà.

Dopo quella serata succede di tutto. La pausa natalizia si allunga, arrivano altri rinvii e il gruppo rischia di smarrirsi. Lo spogliatoio si spacca, qualcuno manifesta stanchezza, e il presidente Monno concede autonomia alla squadra. È il momento più delicato.

Senza Tangorra e Armiento, il Black si presenta in sette contro l’Afragolese. La rimonta dal 2-0 al 2-2 dimostra carattere, anche se la sconfitta per 3-2 resta amara e accompagnata da errori arbitrali che alimentano polemiche. Eppure proprio da lì riparte la reazione.

Il gruppo si ricompatta. Nella nuova versione, con Tangorra e Armiento protagonisti, arrivano due vittorie che rilanciano le ambizioni: 10-0 al Real 70123 nei preliminari e 3-1 al Macedonia nei quarti, primo successo contro un avversario storicamente complicato. La semifinale con l’Afragolese chiude il percorso: eliminazione dolorosa, ma giocata fino all’ultimo.

La clausola del contratto firmato il 21 giugno fissava un obiettivo minimo: la semifinale. Missione compiuta. Si può discutere sugli episodi, sugli errori e sulle scelte, ma la sostanza resta: Cozzoli ha dato un’identità alla squadra e l’ha condotta fino alla fase decisiva, mantenendo le promesse.

La sua prima stagione è la storia di un gruppo che ha scelto di giocare, di migliorarsi, di accettare le difficoltà. E di un allenatore che ha avuto il coraggio delle proprie idee.

Obiettivo raggiunto. E la sensazione che il percorso sia solo all’inizio.

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