Black, rimonta d’orgoglio ma non basta: l’Afragolese vola in finale
Quarta semifinale della storia amara per i biancorossi: approccio timido, errori pesanti e rimonta solo accarezzata. Non basta la reazione nella ripresa
Si ferma in semifinale il cammino del Black Jack, battuto 5-3 dall’Afragolese al termine di una gara dai due volti. Una notte che poteva proiettare gli uomini di Cozzoli verso la finale di Champions e che invece lascia in eredità rimpianti, recriminazioni e la consapevolezza di essere tra le squadre più forti del torneo, ma ancora troppo fragile nei momenti chiave.
In tribuna ospiti di eccezione nel Black: la presenza del presidente dell’Airport United, Francesco Giardino, e del difensore Daniele Rondinone, oltre al cacciatore del Breda Jacopo Pagliaro.
Per i biancorossi era la quarta semifinale della sua storia. L’approccio, però, è stato contratto, quasi impaurito. Dopo appena due minuti l’Afragolese passa su calcio di punizione. Un colpo che spezza subito l’equilibrio emotivo della gara.
La partita si mette terribilmente in salita: gli uomini di Cozzoli non riescono a superare la metà campo e, quando lo fanno, non producono nulla di realmente pericoloso. L’Afragolese ha un piglio diverso, determinato, feroce sulle seconde palle. All’ottavo minuto arriva il raddoppio.
Il Black fatica terribilmente a centrocampo e, complice una serata horror di Lorusso, arriva anche l’episodio che indirizza il primo tempo: rigore regalato agli avversari, trasformato con uno scavetto che sa quasi di umiliazione. È il 3-0 che sembra chiudere i giochi.
Ma proprio nel momento più difficile, è Tangorra a trovare la rete che riapre le danze. Un gol che restituisce almeno un filo di speranza prima dell’intervallo, che si chiude comunque con il vantaggio ospite.
Nella ripresa Cozzoli cambia tutto. Rivoluzione tattica: difesa a tre, maggiore copertura, inserimento di Saverio Micunco, autore di una buona prova, e ritorno in campo di Vincenzo Cacucciolo, proprio su quel campo maledetto dove il 5 novembre si infortunò.
Il Black sembra finalmente svegliarsi dal torpore. Le occasioni iniziano a fioccare, il baricentro si alza, la pressione aumenta. È Marchitelli a riaprire definitivamente la partita, firmando il 3-2 che riaccende tutto. Per un attimo sembra di rivivere la rimonta contro i Gabbiani.
Ma nel momento migliore, ancora un’incertezza tra i pali regala all’Afragolese il 4-2. Una mazzata psicologica pesantissima. Il Black accusa il colpo, ma non si arrende. Continua a spingere, a macinare gioco, a riversarsi nella metà campo avversaria.
A pochi minuti dalla fine è ancora Alessandro Tangorra a trovare il gol del 3-4. Il forcing finale è generoso ma confuso. E nel recupero arriva il colpo che chiude definitivamente i conti.
Finisce 5-3. Il Black Jack esce mestamente dalla competizione. Resta la prova di una squadra che, per qualità e carattere, si conferma tra le più forti del torneo. Ma restano anche le fragilità, soprattutto tra i pali, che nei momenti decisivi hanno pesato come macigni.
Il sogno finale si spegne così. Tra orgoglio e rimpianti.

