BLACK, IL COZZOLI-BIS PARTE DA MAZZEO DS: "PROFILO MIGLIORE NON C'ERA"
L'allenatore chiede al nuovo dirigente giovani profili per il suo 2-3-1 e apre al sogno Lavermicocca: "Sarebbe un colpaccio"
Inizia ufficialmente la seconda stagione sulla panchina del Black per il tecnico Alessandro Cozzoli. Sulla scia del fresco rinnovo contrattuale, l'allenatore ha tracciato le linee guida del nuovo corso societario, ponendo l'accento su ambizione, motivazione e innesti mirati.Il primo grande cambiamento riguarda l'organigramma, con il passaggio di Francesco Mazzeo dal campo alla scrivania nel ruolo di nuovo Direttore Sportivo: "La società non poteva scegliere profilo migliore - ha dichiarato Cozzoli - Francesco capisce di calcio, conosce alla perfezione le dinamiche dello spogliatoio, vanta un passato importante e ha trofei in bacheca. Farà sicuramente bene. Dobbiamo e vogliamo alzare l'asticella, questo sarà l'anno giusto".
Una delle prime certezze per la nuova stagione riguarda la leadership in campo, che vedrà una conferma fondamentale: "Pastoressa sarà il capitano, anche se lo è sempre stato pur non avendo la fascia. Lo merita sul campo e rappresenta quella continuità necessaria per indossare una fascia così importante".
Sul fronte calciomercato, le idee del mister sono chiarissime. Tanti i profili accostati al club, ma la selezione sarà rigorosa: "Mi confronterò con Mazzeo e Strambella per cercare profili utili alla causa. Molti giocatori si propongono, ma prima di inserirli dobbiamo provarli. Sul taccuino ci sono tanti nomi, ma voglio solo gente motivata e affamata di vittorie".
Tra i sogni di mercato spicca un nome in particolare: "Lavermicocca? Sarebbe un colpaccio. Nico è un grande calciatore, ha grandissima esperienza e non sono di certo io a scoprirlo oggi. Chiamerò a giorni Vito Colella, conto molto su di lui".
Oltre ai senatori, Cozzoli ha espresso una richiesta precisa al suo nuovo DS per puntellare il suo collaudato modulo tattico, il 2-3-1: "Bene l'esperienza, ma in squadra mi serviranno ragazzi giovani che corrono. Il mio gioco ha bisogno di terzini capaci, all'occorrenza, di trasformarsi in esterni d'attacco".
Infine, una battuta calorosa sul Vice Presidente Simone Sifanno, amico di vecchia data e da quest'anno operativo a pieno regime nei quadri dirigenziali: "Ci mancava la sua allegria all'interno della squadra. Speravo sinceramente che giocasse ancora, ma non vuole più saperne: ormai per lui esiste soltanto la scrivania (sorride nrd)".

