Black, Sifanno torna e scuote la Levante: “Finalmente ho visto una squadra con i controcazzi”
Il cofondatore biancorosso riappare prima del match e celebra la gestione di Cozzoli: “Ha intuizione e calma che pochi hanno”
Poco prima del fischio d’inizio, quando l’atmosfera alla Levante era già incandescente, fuori dal campo è apparso un volto che mancava da tempo. Simone Sifanno, cofondatore del Black, è arrivato quasi all’ultimo minuto, sorprendendo tutti. L’ultima sua presenza risaliva alla sfida con il Castelluccio. Ieri non poteva mancare: era il momento di vedere la squadra dal vivo in un match decisivo.
“Finalmente ho visto una squadra con i controcazzi” ha detto con il suo stile diretto e senza filtri. “Non sono qui solo per guardare, ma per sentire la forza di questi ragazzi. Prima della partita ai giocatori ho detto una cosa sola: date tutto quello che avete, non risparmiate nulla. In gare così non servono lunghe lezioni, servono cuore e concentrazione. E io l’ho visto, li ho sentiti respirare la partita già prima del fischio d’inizio”
Sifanno si è poi intrattenuto con i tifosi, concedendo selfie e battute: un gesto che ha ricordato a tutti quanto sia legato al club. “Ieri non potevo mancare. Io sono e sarò sempre un tifoso biancorosso. Non conta se sono cofondatore, dirigente o ex giocatore: questa è casa mia e voglio essere presente quando conta davvero”
Non poteva mancare un riferimento a Cozzoli, con cui ha un rapporto speciale: “Ha scherzato su di me in conferenza? Può permetterselo. Io scherzo sempre con lui perché per me è un fratello, ma gli riconosco una dote che pochi hanno: intuizione, lucidità e una calma che riesce a trasmettere ai ragazzi. Il Black è fortunato ad averlo, e ieri la sua gestione della squadra si è vista tutta”
Il pensiero di Sifanno è poi tornato a momenti storici e a compagni di squadra presenti: “L’ultimo quarto che portò il Black in semifinale prima della scorsa stagione fu nel 2010 contro la Real Beltrani. In campo c’ero io. Il calcio è cambiato tantissimo, oggi si corre molto più di prima, ma a quell’epoca già avevo imparato cosa significa dare tutto sul campo. Mi sentivo come Turitto o Cacucciolo: giovane, sì, ma con la voglia di farmi valere, di incidere, di dimostrare che ci tenevo. Ricordo il presidente Monno che si arrabbiò con me perché, nonostante l’importanza della partita, andai ad allenarmi a Triggiano. Ma io dovevo dimostrare il mio attaccamento. Ecco, ieri ho visto la stessa fame in questi ragazzi”
Sifanno non ha poi nascosto l’ammirazione per suo cugino Francesco Mazzeo “Che forza Francesco. Non mi aspettavo una prestazione così. Altro che finito. È uno che alla lunga può essere di aiuto ai più giovani, ha personalità e cuore da vendere.”
Infine uno sguardo ai rapporti con gli avversari storici, incontrati ieri prima della partita: “Ho rivisto Michele Serafino. È sempre lo stesso ‘cacacazzo’” sorride Sifanno. “Ma è uno che ci tiene tantissimo, ha una passione invidiabile per il calcio. Momenti come questi ti ricordano quanto è bello far parte di questo mondo.”

