Il GAB con Gabriele: un piccolo gesto per il trequartista che insegue i suoi sogni
Classe 2016 dell’Esperìa Monopoli, ama il ruolo di trequartista e sogna di diventare un grande giocatore. Dopo un infortunio serio durante un torneo a Bari all’inizio di dicembre, il gruppo Gruppo arbitri Bari gli mostra vicinanza
Doveva essere una giornata calcistica come tante, fatta di campi pieni, bambini che corrono e genitori che osservano da bordo campo. Anche Gabriele, classe 2016, con la maglia dell’Esperìa Monopoli addosso, corre dietro al pallone con gli occhi che brillano di sogno. E' un trequartista, quello che inventa e disegna le giocate più belle e spettacolari, che cambia il ritmo eil volto di una partita. Sogna, come tutti i bambini, di calcare i campi di serie A, e magari di ripercorrere le carriere di Totti e Del Piero, di creare giocate che restano nella memoria. Ma se il gioco lo chiama sull’ala, la sua velocità lo porta senza esitazione a seguire il pallone, pronto a mettersi al servizio della squadra e a non smettere mai di divertirsi.
Lo scontro arriva all’improvviso, durante un’azione qualsiasi. Un contatto fortuito con il portiere avversario, uno di quelli che nel calcio dei piccoli capita spesso. Questa volta però qualcosa va storto. Gabriele cade male, resta a terra e inizia a gridare. Le urla e la paura coprono tutto il resto. I genitori si avvicinano, l’arbitro ferma il gioco, e in pochi istanti si capisce che non è una semplice botta.
Il torneo viene sospeso e per qualche attimo il clima si fa teso. Ma anche in momenti come questi il GAB non resta a guardare. L’associazione, da sempre attenta al sociale e all’inclusione, è abituata a sostenere i più piccoli e a promuovere iniziative di solidarietà fin dalla sua nascita. È proprio questo impegno che ha spinto il gruppo a farsi vicino a Gabriele e alla sua famiglia con un gesto semplice ma significativo.
Da quel giorno per il piccolo atleta il calcio passa in secondo piano. Inizia un periodo di cure, controlli e attese. In casa di Gabriele si fa strada una preoccupazione silenziosa, quella che va oltre l’aspetto fisico. La paura che un episodio del genere possa lasciare un segno e allontanare il bambino dal campo.
È da qui che nasce l’iniziativa del gruppo Gruppo arbitri Bari che ha deciso di fare un gesto semplice e concreto per Gabriele, un k-way e uno scaldacollo dell’associazione, con il logo del gruppo, per ricordargli che il campo lo aspetta e che lo sport resta parte della sua vita. Proprio da loro, i direttori di gara, spesso i più contestati e maltrattatri durante le partite, è arrivato un gesto concreto e simbolico
Infortuni come quello di Gabriele, per quanto seri, fanno purtroppo parte del gioco. Con le cure del caso e i tempi necessari, la strada è quella già vista tante volte in situazioni simili.
Quello che oggi appare difficile, tra qualche mese potrebbe essere soltanto un racconto. Un episodio da ricordare e da lasciare alle spalle. Il calcio, intanto, non scappa. Aspetta. E Gabriele, con il tempo, tornerà a corrergli dietro come fanno tutti i bambini, con lo stesso entusiasmo e lo stesso sogno di diventare un grande giocatore.

