Buon compleanno Pastoressa: dal debutto a 18 anni al trono dei bomber del Black Jack
34 anni di gol: a 18 anni l’esordio, oggi è il miglior marcatore di sempre
Non sempre il tempo è un nemico. A volte serve solo a chiarire le cose. A ricordare a tutti chi sei, da dove vieni e perché certe storie, anche quando sembrano finite, in realtà stanno solo aspettando il momento giusto per ricominciare.
Luca Pastoressa e il Black Jack sono questo: una storia che non ha mai smesso di esistere.
La prima volta risale al 2010. Due stagioni in biancorosso, due scudetti vinti, una coppia d’attacco – quella con Roberto Laguaragnella – capace di segnare e decidere partite con una naturalezza disarmante. Già allora il bomber del San Paolo non era solo un finalizzatore, ma un riferimento offensivo completo, capace di dare peso, tempi e profondità al gioco biancorosso.
Poi il calcio prende le sue strade, come fa spesso. Ma certe maglie non si tolgono mai davvero. Il ritorno arriva il 16 ottobre 2024, alla Levante, contro l’Inter Miami. Un rientro senza clamori con una doppietta, che ha riaperto e pagine del libro biancorosso. Come se quel legame, rimasto sospeso per anni, avesse semplicemente aspettato il momento giusto per riaccendersi.
Oggi Luca Pastoressa è il miglior marcatore della storia del Black Jack, ma la sua storia non vive solo di numeri. Anche se, quando parlano, i numeri sanno essere fragorosi. Il 19 gennaio, nella sfida contro l’UC Ringhit, Pastoressa firma sei reti in una sola gara, superando Michele Gagliardi e stabilendo un doppio primato: miglior prestazione individuale di sempre e vittoria con più gol nella storia del club, il roboante 14-3 che resta inciso negli archivi biancorossi.
Ma il cuore del racconto va cercato più indietro. Un anno fa, nel secondo tempo contro i Gabbiani, Luca si ferma all’improvviso. Un infortunio pesante, di quelli che non colpiscono solo il fisico. Mesi difficili, silenziosi, fatti di fisioterapia, palestra e attese. Ha dovuto guardare da fuori la finale di Champions, una ferita profonda per chi vive il calcio come appartenenza prima ancora che come risultato.
Nessuna scorciatoia. Solo lavoro. Solo la voglia di tornare a sentire l’erba sintetica sotto i piedi e il rumore dello spogliatoio. Il rientro arriva con prudenza, nella sfida in famiglia di fine agosto, tra timore e adrenalina. Poi, passo dopo passo, l’ascesa: l’amichevole contro il San Paolo, il quadrangolare, l’esordio in campionato con il Project e subito una doppietta. Segnali chiari, inequivocabili.
Oggi, accanto a Christian Correnti, Pastoressa forma la coppia offensiva più forte del campionato. I due in campo parlano un’altra lingua: si leggono, si cercano, si capiscono con uno sguardo. Movimenti sincronizzati, spazi occupati con intelligenza, scelte condivise senza bisogno di parole. Un’intesa rara, che fa la differenza e che eleva il rendimento di tutta la squadra.
Il suggello definitivo arriva nell’ultima giornata, contro il Real Chiun. Vittoria per 8-5 e tripletta personale. Non un gol episodico, non un regalo. Ancora una volta il suo marchio di fabbrica: movimenti intelligenti, freddezza davanti al portiere, capacità di essere decisivo quando serve davvero.
Oggi Luca Pastoressa compie 34 anni. E continua a rappresentare molto più di un attaccante. È memoria, identità e continuità. È la prova che alcune storie non finiscono mai davvero: prendono solo il tempo necessario per tornare nel modo giusto.

