Black Jack 2009

Quando il Black chiama, la famiglia risponde: undici chilometri non sono nulla, se sai dove stai andando

Vito Colella e Marco Sisto chiudono la gara con il Project, salgono in macchina e raggiungono la Levante per dare una mano al Black contro l’Afragolese: un gesto che racconta cosa significa appartenere

30.01.2026 10:21

Ci sono serate che non fanno classifica ma costruiscono identità, quella vera. Mercoledì sera è stata una di quelle. E la famiglia Black Jack, ancora una volta, ha spiegato chi è senza bisogno di gridarlo ai mille venti.

Alle 20 il Black Project è in campo a Loseto contro il Real Chiun in una sfida importante, di quelle che possono indirizzare una stagione. Alle 21, alla Levante di Japigia, il Black Jack affronta l’Afragolese in una situazione numerica disperata e con l'umore sotto i tacchi dopo le vicende delle ore precedenti. Due partite, due umori differenti,  due campi distanti undici chilometri. Ma un solo gruppo. Una sola maglia.

Quando la gara di Loseto finisce, Vito Colella e Marco Sisto non si guardano intorno. Non fanno conti, non cercano scuse. Salgono in macchina, ancora sudati, e raggiungono Japigia. Arrivano insieme, all’inizio del secondo tempo. Non come rinforzi. Come parte di qualcosa che già era loro.

È un gesto semplice, ma non scontato, che racconta più di mille parole cosa significhi il Black.

Sisto entra subito nella partita, senza riscaldamenti emotivi. Si prende il centrocampo e lascia il segno nel modo più concreto possibile: l’assist per Marchitelli che tiene il Black in partita fino alla fine. Colella, dietro, alza il muro. Il centravanti dell’Afragolese nella ripresa sparisce dai radar. Pochi palloni, poche soluzioni. Lavoro sporco, lavoro vero.

Ecco perché questa non è una storia di sacrificio ma di appartenenza.

Black Jack e Black Project non sono due squadre diverse, non sono due gruppi che si tollerano. Sono un’unica famiglia che si muove in due contesti, ma con lo stesso spirito. Quando uno ha bisogno, l’altro risponde. Senza gelosie, senza ruoli da difendere, senza contabilità.

Mercoledì sera Vito e Marco hanno trasformato parole dette in settimane difficili in fatti concreti. Hanno fatto quello che fa una famiglia: si aiuta, si soccorre, si presenta quando serve.

È un messaggio chiarissimo per chi guarda da fuori e per chi, domani, vorrà indossare questa maglia. Il Black non chiede presenza a intermittenza. Anche se sei un fenomeno. Chiede cuore, disponibilità, senso del gruppo e, a volte, sacrificio.

Undici chilometri non sono nulla. Se sai dove stai andando.

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