Black Project

Quando il tempo si ferma in area di rigore: Pastoressa segna sette volte e diventa storia

Nessuno come lui in biancorosso. Dal ragazzo del 2010 al leader di oggi: il Black ha il suo cannoniere eterno

20.01.2026 12:50

Ci sono record che cadono per caso. E poi ci sono quelli che vengono cercati, desiderati, inseguiti con ostinazione. Luca Pastoressa appartiene alla seconda categoria. Perché le sette reti realizzate nell’ultima serata di Elite Super League non sono solo un numero da tabellino, ma il simbolo di un legame profondo con una maglia che ormai è una seconda pelle.

Con questa prestazione, Pastoressa ha riscritto la storia del Black Jack. Ha superato  (anzi, ha definitivamente staccato) un primato che fino a ieri condivideva con Bubu Gagliardi, fermo a sei reti in una singola gara, record stabilito contro la Tam nella passata stagione. Ora il numero dice sette. E dietro quel numero c’è tutta la fame di chi non smette mai di voler migliorare, nemmeno quando ha già vinto tutto.

Ma il dato forse più impressionante è un altro. Luca Pastoressa è il miglior cannoniere di sempre della storia biancorossa. Nessuno, in sedici anni di Black, ha segnato quanto lui. Alle sue spalle restano nomi che hanno scritto pagine importanti del club: Roberto Laguaragnella, Gaetano Costanzo, Alessandro Tangorra, Giosè Monno, Luigi Marchitelli, Michele Gagliardi, Christian Correnti. Tutti protagonisti, tutti decisivi. Ma davanti a tutti c’è lui.

E pensare che questa storia parte da lontano. Luca Pastoressa esordisce nel Black nel settembre del 2010, quando aveva appena 18 anni. Un ragazzo, già con il gol nel sangue. Dopo due stagioni, con due scudetti cuciti sul petto e due finali Champions,  le strade si separano, come spesso accade nel calcio, anche in quello amatoriale. La vita va avanti, i percorsi si dividono. Ma certe maglie, se sono destinate, tornano sempre.

Il destino riannoda i fili nel 2024. Pastoressa torna al Black ormai da uomo e riprende da dove aveva lasciato: facendo quello che gli riesce meglio, segnare. Gol pesanti, gol continui, gol che lo riportano al centro della storia biancorossa. Fino a quella sera maledetta di novembre 2024, contro i Gabbiani, quando un infortunio improvviso interrompe tutto. Stop, riabilitazione, silenzio. Il momento più difficile per chi vive di pallone e di area di rigore.

Ma Luca non molla. Lavora e stringe i denti.

Il rientro arriva a metà  settembre 2025, contro gli Ingiocabili. Ed è un rientro devastante, di quelli che sembrano un messaggio più che una prestazione: “sono tornato”. Da lì in poi, il resto è una corsa che porta dritta alla notte delle sette reti, al record che cade, alla storia che si aggiorna.

Anche nella gara dei 14 gol, quando il risultato era ormai al sicuro, Pastoressa continuava a cercare la rete. Non per egoismo, ma per appartenenza. Perché quel record lo sentiva suo, perché quella storia la vive come qualcosa di personale. A fine gara il pensiero era ancora lì, a dimostrazione di quanto ci tenga non solo a segnare, ma a lasciare un segno con questa maglia.

Pastoressa non è solo un attaccante. È una memoria vivente del Black. C’era sedici anni fa, c’è oggi. Ha attraversato stagioni, generazioni, infortuni, ritorni. E continua a fare la differenza con la stessa fame di sempre.

Sette gol in una partita sono un’impresa. Essere il miglior marcatore di sempre è un’eredità. Ma la vera forza di Luca Pastoressa è un’altra: non ha mai smesso di sentirsi parte di questa storia. Ed è per questo che ogni suo gol, anche il settimo, non è mai solo un gol. È un pezzo di Black che continua a vivere.

Traversa dopo il record: “Soddisfatto a metà. Vietato entrare in campo sicuri di sé”
Naselli, primo gol in biancorosso e siparietto con Martino: lo spogliatoio esplode di risate