Il Black ritrova Fanelli e Bonsante: quell’ultima gara al Green Park e la sfida con Lacarra
Antonio Fanelli, estremo difensore del Barium, miglior portiere del campionato, che nel 2017 disputò l’ultima storica partita al Green Park
Contro il Barium non è stata una partita come le altre. Perché quando in campo c’è Antonio Fanelli, il presente finisce sempre per incrociare il passato. E il calcio, quello dei ricordi, torna a farsi racconto.
Fanelli non è uno qualunque. Lo dicono i numeri, lo dice il campo, lo dice una carriera amatoriale costruita stagione dopo stagione. Quest’anno ha vinto il premio di miglior portiere, ma dietro quel riconoscimento c’è molto di più. C’è una storia che parte da lontano, dai tornei Black Jack, da estati consumate a difendere una porta che sembrava non bastare mai.
Tra i ricordi più forti c’è quello legato a Peppe Lacarra, calciatore che ha dato lustro al calcio dilettantistico pugliese e che ha giocato anche nei tornei Black. Fanelli lo incrociò nell’ultima gara del girone del 2017, una partita decisiva poi vinta dalla sua squadra. Eppure di quella sera resta un’immagine precisa, raccontata dallo stesso Fanelli: «Peppe aveva un bolide imprendibile». Una di quelle conclusioni che non dimentichi, anche quando il risultato sorride.
Giovanissimo, Fanelli era già considerato un portiere di livello. Per diverse stagioni ha difeso i pali del Belgio, squadra che ha dato prestigio al torneo. Ne era il capitano. In quella rosa c’erano anche Antonio Petitti, che poi avrebbe trovato spazio nel calcio di Serie C fino ad arrivare oggi al Matera, e Alessio Tuttisanti, protagonista assoluto di quell’annata: Fanelli miglior portiere, Tuttisanti miglior giocatore. Premi che raccontano una stagione entrata negli archivi del Black.
E poi c’è il Green Park. Un nome che basta da solo. Belgio–Italia dei fratelli Patruno è stata l’ultima partita giocata su quel campo il 21 giugno del 2018. Il Green Park di mister Gianni Caffaro, scomparso nel 2024, è stato la casa dei tornei Black Jack per dieci edizioni su dodici. Lì Fanelli e i suoi compagni hanno disputato l’ultima gara prima della chiusura definitiva e del trasferimento all’Olimpic Center. Un addio doloroso e carico di significato.
Proprio Peppe Lacarra è legato anche a quell’ultima pagina: la sua presenza in quella fase finale resta impressa come il simbolo di un’epoca che oggi non c’è più. In quella finale a sfidarsi furono Peppe da una parte e Loiodice, oggi attaccante del Taranto. Scomparso nel 2023, Peppe continua a vivere nei racconti di chi lo ha affrontato e ammirato.
L’incontro tra Antonio Fanelli e il presidente Giosè Monno è stato il naturale epilogo di tutto questo. Una stretta di mano lunga, fatta di ricordi, sorrisi e nostalgia. Perché certi tornei non finiscono con un fischio finale: restano addosso a chi li ha vissuti davvero.
C’è stato anche l’abbraccio tra il numero uno biancorosso e Simone Bonsante, oggi difensore del Barium. Bonsante fu, all’epoca, il più giovane calciatore – dopo Tataranni – ad aver esordito nei tornei Black Jack. Aveva 15 anni e vestiva la maglia del Macedonia.
Oggi Monno lo ritrova uomo. E in quell’abbraccio c’era il senso del tempo che passa e di un percorso iniziato troppo presto per essere dimenticato.

