Monno: “Squadra vera, Cozzoli ha fatto un grande lavoro. Noi andiamo avanti per la nostra strada”
Il presidente del Black dopo il terzo posto: “Qui servono uomini prima che calciatori. Chi non c’è stato, non ci sarà nemmeno nelle fasi finali”
“Il terzo posto conquistato contro il Barium non è solo un piazzamento di classifica. È una risposta". A sottolinearlo è il presidente del Black, Giosè Monno, che nel post gara parla chiaro e senza giri di parole, come nel suo stile: “Questa è stata una squadra vera. Cozzoli ha fatto un ottimo lavoro e non sono sorpreso per niente. Ci sono state tante defaillance in questo torneo, ma abbiamo saputo rialzare la testa contro tutto e tutti. Questo risultato è importante perché abbiamo risposto a chi ci ha messo i bastoni tra le ruote”.
Monno torna poi sulle difficoltà di un campionato complicato, senza cercare alibi ma rivendicando le proprie posizioni: “Sono cose dette e stradette. Le critiche non sono un’offesa, ma un modo per crescere. La reazione della squadra è stata vera”.
Parole che introducono un concetto chiave della filosofia Black, ribadito con forza:
“Al Black non possono giocare tutti. Noi vogliamo gente seria, non campioni. Non ci interessano le qualità tecniche, ma quelle umane. Da noi non esiste ‘oggi la partita è ininfluente, quindi scelgo di andare da un’altra parte’”.
Per il presidente, il Black non è solo campo e risultati: “Noi creiamo storia, non solo vittorie. Ieri, dopo la partita, siamo stati da uno dei nostri partner commerciali, Luigi Dabbicco, che è stato calciatore del Black nel 2009. Con lui abbiamo parlato del suo passato, che è ancora visibile sul web. Questo fa capire che il Black è un contenitore di storia, non una semplice squadra”.
Un messaggio netto anche verso chi non ha dimostrato continuità:
“Chi sceglie di giocare qui deve farlo con convinzione, altrimenti può restare a casa. Anche se ti chiami Messi”.
Infine, lo sguardo alle fasi finali: “Noi ci proviamo. Abbiamo dimostrato di essere una delle squadre più forti. Sappiamo che le fasi finali sono una lotteria, ma conosciamo il nostro valore. Chi non c’è stato ora, non ci sarà nelle fasi finali. Non è una scelta, è una forma di rispetto verso chi c’è sempre stato”.

