Black Jack 2009

Terzo posto, miglior attacco e cinque vittorie di fila: perché il Black Jack può fermarsi

Un’eventualità clamorosa che scuote l’ambiente: in sedici anni il Black Jack non si era mai fermato

15.01.2026 12:59

Mai era successo. Sedici anni di storia, sacrifici, vittorie, sconfitte, ma mai una rinuncia. E invece oggi, per la prima volta, il Black Jack sta seriamente valutando il ritiro dal torneo Il Calcio che ci Piace. Una scelta che avrebbe del clamoroso, non solo per il valore della squadra, ma soprattutto per ciò che il club biancorosso ha sempre rappresentato: serietà, continuità e rispetto delle regole.

Paradossale, quasi crudele, che questa possibile uscita di scena arrivi in una stagione che sulla carta doveva essere quella giusta. Il Black Jack è una squadra fortissima, costruita per vincere, indicata da molti come una delle principali candidate al successo finale. I numeri parlano chiaro e rendono ancora più amaro il quadro: terzo posto in classifica, uno dei migliori attacchi e delle difese più solide del torneo, il vicecapocannoniere della competizione (Marchitelli), cinque vittorie consecutive che avevano lanciato i biancorossi verso l’élite del campionato.

Uno score invidiabile, che racconta di una squadra viva, affamata, competitiva. Eppure tutto questo rischia di essere cancellato non dal campo, ma da una gestione che ha progressivamente svuotato di senso la stagione. Rinvii, pause forzate, calendario spezzato: una sequenza di vicissitudini che ha minato ritmo, motivazioni e prospettive. Il Black Jack si troverebbe a lasciare il torneo non perché battuto, ma perché impossibilitato a competere ad armi pari.

La sensazione è che questa non sarebbe una fuga, ma una scelta dolorosa e coerente. Il club biancorosso non vuole fare la comparsa nelle fasi finali, non vuole presentarsi ai momenti decisivi senza condizione atletica e mentale, dopo settimane di stop che hanno spento l’adrenalina e il senso stesso della competizione.

Se il ritiro dovesse diventare realtà, lo sapremo nelle prossime ore dopo un confronto tra proprietà, staff tecnico e calciatori, sarebbe una ferita profonda per il torneo e un precedente storico per il Black Jack. La prima volta in sedici anni. Forse l’unica. Un segnale forte, che va oltre il risultato sportivo e chiama in causa il concetto stesso di credibilità e rispetto.

Nelle prossime ore il quadro sarà più chiaro. Ma una cosa è certa: comunque vada, questa pagina resterà una delle più amare e significative della storia biancorossa. Perché perdere sul campo fa parte del gioco. Perdere il senso del gioco, no.

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