Black Jack 2009

Black Jack, l’amarezza di Cozzoli: “Adrenalina azzerata, squadra ferma troppo a lungo”

Non una fuga, ma una scelta di coerenza: il club biancorosso riflette

15.01.2026 12:19

Il Black Jack è a un bivio. E questa volta non si tratta di campo, moduli o risultati, ma di dignità sportiva. A parlare è Alessandro Cozzoli, tecnico e bandiera biancorossa, che fotografa senza filtri una situazione diventata ormai insostenibile per il club: «Stiamo cercando in queste ore di ridare un senso a questa stagione, ma è estremamente difficile», spiega l’allenatore. Il problema, chiarisce Cozzoli, non è l’ultimo rinvio in sé, comprensibile e persino necessario, ma una gestione complessiva che va avanti da tempo: «Denuncio questa situazione da settimane. Abbiamo giocato una settimana sì e una no, con calendari continuamente stravolti. Fermare un torneo per i rinvii significa falsare il campionato. È inutile girarci attorno».

Una condizione che ha colpito soprattutto l’aspetto mentale del gruppo. «Non giocare per un mese e mezzo è deleterio. I ragazzi vivono di stimoli, di adrenalina. A parole possiamo anche provare a caricarli, ma quando sei fermo così a lungo tutto questo scompare». Il rischio è evidente: scendere in campo il 28 gennaio contro l’Afragolese - seconda in classifica - dopo l’ultima gara ufficiale disputata il 17 dicembre: «Se dovessimo giocare quella partita, lo faremmo come una squadra a inizio preparazione estiva - ammette il tecnico - gli avversari avranno ritmo gara, condizione fisica e mentale. Noi no. Sarebbe una sfida impari».

E poi c’è l’orizzonte ancora più vicino: i quarti di finale, previsti appena una settimana dopo. Un’accelerazione improvvisa, dopo uno stop interminabile, che rischia di trasformare la presenza del Black Jack in una semplice comparsata. Ed è proprio questo che il club non vuole accettare: «Siamo davanti a una scelta difficile; continuare sapendo di non poter competere ad armi pari, oppure uscire a testa alta». Una riflessione che pesa, soprattutto per una società che fino a oggi ha dimostrato serietà, rispetto delle regole e comportamento esemplare. Paradossalmente, proprio questi valori potrebbero portare all’addio.

Nelle prossime ore il quadro sarà più chiaro. Ma una cosa è certa: il Black Jack non intende svendere la propria stagione, né prestarsi a un torneo che, così com’è stato gestito, ha smarrito credibilità.

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